Piccoli bandi, piccole non profit. Vale la pena?

Piccoli bandi, piccole non profit. Vale la pena?
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Piccole sovvenzioni o bandi più cospicui: quale tra le due forme di supporto è meglio prediligere, se sei una piccola non profit?

In linea generale quando si ottiene una donazione istituzionale (da un’azienda oppure da una fondazione) per l’organizzazione significa avere generato delle risorse significative utili per il suo sviluppo. Tuttavia nella maggioranza dei casi le piccole organizzazioni si trovano nella condizione per cui il personale interno dedicato all’attivazione della relazione, alla scrittura di un progetto e alla presentazione e gestione della richiesta di donazione è concentrato tutto in un’unica persona, spesso la stessa figura che si occupa di tutte le pratiche più burocratiche e della rendicontazione. Partecipare ad un bando o attivare una strategia di raccolta fondi da aziende sono processi laboriosi che non hanno intrinsecamente garanzie di successo. La struttura dell’ente e le sue capacità interne determinano il livello di investimento che l’organizzazione fa in una determinata richiesta di donazione e, di conseguenza, anche la capacità di diversificare le energie e le risorse che si stanno sfruttando per raggiungere i propri obiettivi (un ufficio più strutturato potrà contare su più richieste di donazioni e candidature a bandi attivi contemporaneamente, una realtà che invece ha a disposizione solo un professionista, deve fare i conti con dei vincoli più stringenti sia in termini di tempo che in termini di energie).

In alcuni casi, quindi, i piccoli bandi e le sovvenzioni meno ambite possono essere una buona soluzione per le organizzazioni più giovani e meno ferrate.

  • In genere vi è una correlazione tra l’ammontare del finanziamento a cui si può aspirare e la complessità della fase di richiesta da parte del donatore.
    Bandi che stanziano grandi risorse richiedono una serie di documentazioni e dettagli a livello di budget e di specifiche progettuali che, molto spesso, opportunità di finanziamento più esigue non necessitano. Questo non perché le informazioni più approfondite sono richieste solo quando sono in palio molte risorse, ma perché quando si allocano ingenti somme, lo si fa per sostenere progetti complessi che quindi necessitano di dettagli particolari.
    Applicare a bandi che stanziano somme più ridotte può essere un buon modo, per le organizzazioni più piccole, per partire.
  • Molto spesso la dimensione del donatore istituzionale (azienda o fondazione) determina anche la concorrenza con la quale ci si andrà ad incontrare. Grandi donatori attirano non solo le organizzazioni più piccole che aspirano a creare fin da subito grandi relazioni di valore, ma anche e soprattutto le realtà di dimensioni maggiori, che possono offrire molto in termini di awareness. Ci sono tantissime realtà corporate o fondazioni di dimensioni più ridotte che desiderano proprio sostenere le organizzazioni che si occupano di un target ben specifico e che rappresentano una nicchia di mercato.
    Contattare i grandi donatori è più utile quando si hanno ben chiare quali sono le leve su cui puntare l’attenzione che possono essere di interesse per l’interlocutore.
  • Non sottovalutare mai l’effetto passaparola. La rete dei potenziali partner che si ambisce di creare è di fatto una rete di persone che lavorano insieme – in modo differenti – per un obiettivo comune: creare risposte concrete ai bisogni sociali, generare impatto. Da ogni singola relazione si possono creare grandi opportunità: ampliare un progetto piccolo appena partito, iniziare ad investire energie su attività di più ampio respiro, coinvolgere nuovi partner che possono supportare lo sviluppo stesso della mission dell’ente.
    La cura delle relazioni, di qualsiasi dimensione esse siano, è una parte di lavoro su cui investire costantemente perché genera risultati non solo rispetto al singolo interlocutore ma aumenta l’awareness dell’ente.
  • L’unione fa la forza. Se all’organizzazione per operare serve 100, si può scegliere di applicare per una richiesta di finanziamento del valore di 100, oppure di selezionare 5 fondazioni e aziende da coinvolgere sullo stesso progetto. Molto più spesso di quanto ci si immagini, i donatori istituzionali sono felici di collaborare se già altri prima di loro hanno scelto di investire in un determinato progetto o hanno dichiarato la loro fiducia.
    Guardare alle opportunità di finanziamento come ad un network di sostenitori che concorrono tutti al raggiungimento di un obiettivo aiuta anche nella pianificazione e nella destinazione delle risorse.
  • Riuscire a dimostrare di aver raggiunto gli obiettivi prefissati nei tempi prestabiliti dalla donazione ottenuta (di qualsiasi dimensione essa sia) aumenta le possibilità di ottenere una nuova donazione, di aumentarne l’importo o di attivare nuovi partner di progetto. Non è importante solo saper gestire grandi somme e orientarsi nella destinazione di ingenti risorse monetarie, quello che conta è avere una buona gestione del supporto che arriva all’organizzazione e saperne restituire i risultati.
    Anche i bandi più piccoli o le partnership più ridotte devono essere guidati dalla stessa attenzione che si dedicherebbe a risorse di dimensioni più ampie: questo aumenta la possibilità di nuove azioni.

Spesso si pensa che per trovare un nuovo partner istituzionale bisogna essere grandi e strutturati. Ma è davvero così? Le dimensioni di un’organizzazione impattano immensamente nel tipo di opportunità di cui ha bisogno. La cosa che conta di più quando si stanno ricercando nuove collaborazioni è la metodologia, il saper valutare bene le risorse interne e riuscire a gestirle insieme a chi sta investendo in progetti e realtà, qualsiasi dimensione questi abbiano.