Elevator pitch: cosa sono e come utilizzarli per la tua non profit

Elevator pitch: cosa sono e come utilizzarli per la tua non profit
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Crea il lancio perfetto per la tua non profit: che cos'è un elevator pitch e come utilizzarlo.

Una pratica sempre più in voga nel mondo del non profit e dei donatori istituzionali è sicuramente quella dell’elevator pitch. Un modo di raccontare un progetto, una richiesta di sostegno, la mission stessa dell’organizzazione.

Ma di che cosa si tratta nello specifico? E in che modo si applica al mondo del non profit?

Elevator pitch

L’elevator pitch è una forma molto breve di discorso con cui ci si presenta, per motivi professionali, ad un’altra persona o organizzazione la propria idea. Molto in voga nella Silicon Valley e nel mondo delle Startup, negli ultimi anni si sta diffondendo come standard di presentazione orale anche nel settore non profit.
Il nome si ispira a una situazione surreale ma alquanto eloquente. Le caratteristiche di un pitch derivano dal discorso che un imprenditore farebbe ad un investitore se si trovasse per caso con lui in ascensore. L’imprenditore, quindi, si troverebbe costretto a descrivere se stesso e la propria attività sinteticamente, chiaramente ed efficacemente per convincere l’investitore ad investire su di lui, ma nei limiti di tempo imposti dalla corsa dell’ascensore.

Pitch per il non profit

Un pitch può avere diverse durate. Dai 118 secondi (la durata media di un giro in ascensore a New York), ai 7 minuti, ma anche 3 o 5 minuti, ed è per lo più orale (ma può successivamente essere trascritto e utilizzato anche in questa forma). In una presentazione così breve è importante focalizzarsi solo sulle informazioni importanti e, al contempo, costruire la giusta narrazione.

Informazioni da non tralasciare

  • Cosa fa la tua organizzazione?
  • Perché è importante?
  • Cosa ti differenzia dal resto del panorama in cui ti muovi?
  • Quali sono gli obiettivi che vi ponete a livello di progetto?
  • Non parlare solo di te: puoi menzionare numeri, statistiche, ricerche e trend.
  • Trova qualcosa di unico da dire: tutti i pitch più memorabili sono anche i più personali.
  • Sii chiaro nella richiesta: alla fine della tua narrazione devi rendere manifesto ed esplicito ciò che alla tua organizzazione serve per poter realizzare il progetto.

Errori da evitare:

  • Non leggere il discorso, impara il pitch a memoria. Avere tra le mani cartoncini, appunti, note può distrarti da ciò che stai dicendo, e far perdere fluidità alla narrazione. Soprattutto se sei alle prime armi, arriva all’esposizione preparato, convinto e sicuro di ciò che vuoi dire.
  • Non usare slang, espressioni gergali o offensive, inglesismi: adotta un registro formale Occhio a utilizzare un linguaggio il più possibile inclusivo: sono i piccoli dettagli che sempre più ti fanno guadagnare punti agli occhi dei tuoi interlocutori.
  • Non spingere dare troppo spazio alle tue richieste: sei lì per farti conoscere. Il focus del tuo pitch è guadagnare la fiducia di chi ti sta ascoltando.
  • Non prenderla troppo alla larga: la caratteristica principale di un buon pitch è la brevità, non l’approfondimento. Perdersi in dettagli sbilancia l’equilibrio generale della tua narrazione, facendo contemporaneamente perdere l’attenzione nel tuo pubblico.

L’elevator pitch si scontra con la paura di parlare in pubblico di molti, ma è davvero una soluzione formidabile per presentare un progetto, o la propria realtà, a qualcuno. Elegante e concisa, ti aiuta a comprendere il tuo grado di competenza sul progetto, forzandoti a lavorare sull’incisività. 

Non è necessario essere degli affabili narratori per poter fare bene un pitch. Però è davvero importante maneggiare i fondamentali del saper parlare in pubblico, essere incisivi, puntuali e persuasivi utilizzando la comunicazione verbale, il corpo, la voce. Arrivare preparati con un buon testo di partenza, aiuta sicuramente a vincere la paura del palcoscenico.